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Focus sulla tecnologia blockchain per gli appalti pubblici

Scritto da Venicecom | 25-gen-2023 15.27.03

La blockchain è vista da tempo come una tecnologia con grandi potenzialità di utilizzo nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dei suoi servizi.
Questo strumento può infatti garantire certezza e trasparenza dell’azione amministrativa svolta tramite tecnologie digitali, registrando una serie di dati, o transazioni, in modo permanente e praticamente incorruttibile, contribuendo quindi a contenere il rischio di frodi, automatizzare i processi, abbattere i costi e ridurre gli errori.



Al contempo, tale tecnologia può essere utilizzata per rendere più semplici, sicure e trasparenti le interlocuzioni con cittadini e imprese, anche facilitando l’interoperabilità tra i vari sistemi – della quale abbiamo già parlato qui  - e favorendo il principio del “One-Only”, consentendo agli operatori di comunicare i dati alla Pubblica Amministrazione una volta sola.
In questo quadro, il settore dei contratti pubblici è uno di quelli che potrebbe maggiormente beneficiare di tale tecnologia, ad esempio al fine di velocizzare il processo di aggiudicazione dei contratti, e facilitare la verifica dei requisiti in capo ai concorrenti.


A livello italiano, una definizione normativa di blockchain si è finalmente avuta con il Decreto Semplificazioni, per il quale si definiscono “tecnologie basate su registri distribuiti” (o DLT, dall’inglese Distributed Ledger Technologies) le tecnologie e i protocolli informatici “che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l'aggiornamento e l'archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili” (all’art. 8-ter D.L. 135/2018, convertito nella L. 12/2019)comma 1).

Il Decreto Semplificazioni ha anche precisato che la memorizzazione di un documento informatico attraverso una blockchain produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica. Il legislatore ha così aperto all’ammissibilità della blockchain come prova nei procedimenti giudiziali, e al mutuo riconoscimento dei suoi effetti anche tra Stati membri (come previsto dall’art. 41 del Regolamento UE n. 910/2014).

A questo fine, tuttavia, si attendono ancora dall’Agid le Linee Guida che avrebbero dovuto stabilire gli standard tecnici necessari a produrre tali effetti. Le Linee Guida sulla blockchain dovevano essere approvate entro maggio 2019, e una bozza era circolata a inizio 2021, ma poi non sono state più emanate.

In compenso, l’Agid ha individuato le Best practice di secure design per le tecnologie blockchain (dedicando alle DLT un capitolo apposito nelle sue Linee Guida per il secure/privacy by design).

Sono state quindi indicate le specifiche tecniche che meglio assicurano i profili di integrità, disponibilità e riservatezza dei dati memorizzati in una DLT, anche per prevenire il tipo di attacchi informatici di cui possono essere vittima le blockchain.

 

Per quanto concerne il settore dei contratti pubblici, il Regolamento recante le modalità di digitalizzazione delle procedure dei contratti pubblici ha fatto espresso riferimento alla blockchain (art. 9 del Decreto n. 148/2021).
È infatti stabilito che i sistemi telematici di e-procurement devono garantire la sicurezza informatica e la protezione dei dati personali, attraverso l'uso di idonee tecniche di crittografia e offuscamento, anche mediante l'impiego di tecnologie blockchain, come definite dal Decreto Semplificazioni.

Si conferma quindi il forte interesse per le tecnologie blockchain nel settore dei contratti pubblici, a vantaggio, sia delle Amministrazioni, che degli operatori economici.
Dall’altro lato, però, ciò rende ancora più urgente la definizione, da parte dell’Agid, delle specifiche tecniche necessarie a completare il quadro regolatorio di riferimento, attese da tempo.

***Contenuto realizzato con la collaborazione dell’Avv. Elena Mitzman, nostro partner in area legale